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Parma, Il “termovalorizzatore” nuoce alla salute di tutti!

novembre 11, 2008

Le sostanze emesse verranno respirate dalle persone con possibili danni alla salute. Altre si depositeranno sulle colture ed entreranno nel ciclo alimentare. Quale futuro allora per i nostri prodotti tipici ? Parmigiano alle nanoparticelle? Salumi al NOx ? Pomodori ai metalli pesanti? ADDIO prodotti con marchio DOP! Addio alla nostra economia, la salute nostra e quella dei nostri figli compromessa per cosa?

I cittadini italiani dovrebbero sapere che per l’inceneritore a recupero energetico, vero nome dell’impropriamente detto “termovalorizzatore”, non esistono indagini epidemiologiche aggiornate e quindi qualsiasi Ente pubblico o privato che intenda rassicurare le comunità è palesemente o disinformato o in mala fede. La nostra Costituzione tutela la salute, e l’Unione Europea adotta il principio di prevenzione, questo significa che in un clima di incertezza gli Enti pubblici non sono autorizzati ad approvare impianti di cui non si conoscano i reali impatti sanitari. Invece per gli impianti d’incenerimento oggi in funzione datati più di un decina di anni fa e con tecnologie più vecchie i danni sanitari sono noti ed accertati da un’ampia letteratura medica internazionale consultabile anche su internet. Gli impianti di nuova generazione, costruiti da poco, in costruzione o in fase di progettazione risultano essere ancora più rischiosi poiché i forni bruciano a temperature maggiori rispetto ai vecchi creando polveri ultra fini o nano polveri inorganiche di cui non esistono filtri capaci di bloccarle, come testimoniano numerosi gruppi di ricerca italiani ed europei. Lo scienziato italiano Antonietta Gatti è a capo di una squadra di ricercatori – CNISM, Uni Salisburgo Austria, IBMT Germania, CNR Italia, UMG Grecia, GRIMM Germania, VITO Belgio, CSEM Svizzera, ICN Spagna, ISPRA – chiamata progetto DIPNA, co-finanziato dall’Unione Europea, che studia come queste nano polveri riescano ad entrare nel nucleo della cellula umana.

L’alternativa esiste ed è percorribile RICICLARE! Come evidenziato dallo schema pubblicato qui sotto, il “termovalorizzatore”, oltre ad essere estremamente dannoso, ha anche dei costi altissimi per la comunità. Nello schema vengono paragonati l’inceneritore che la Provincia ed il Comune consentono ad Enia di costruire, invece di prendere in considerazione un impianto di riciclo come quello di Vedelago in provincia di Treviso. Risulta evidente come i costi/benefici siano decisamente a sfavore della popolazione nel caso dell’inceneritore. L’impianto di Vedelago tratta circa 22.000 tonnellate all’anno di materiale che sarebbe dovuto essere conferito in discarica o agli inceneritori. Di questa gran quantità di rifiuti, viene recuperato il 100%, dichiara la titolare dell’azienda Carla Poli, che qualche giorno fa presso la Camera di Commercio di Napoli ha dichiarato che con soli 10 milioni di euro è possibile risolvere la crisi rifiuti in Campania. L’azienda di Vedelago è privata e si regge su sè stessa, creando utili senza ricevere i finanziamenti statali denominati Cip6 destinati invece agli inceneritori. I suoi impianti hanno suscitato interesse ed apprezzamento in tutt’Europa al punto che Svizzeri, Tedeschi ed Olandesi hanno deciso di ordinare impianti simili. Inoltre per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti, muovendosi nel modo giusto, è possibile passare in poco tempo da una bassa percentuale di rifiuto differenziato ad una altissima, come dimostra il Comune di Ponte delle Alpi in provincia di Belluno, che nel giro di soli 6 mesi è riuscito a passare da una raccolta differenziata del 23% al 80%,diminuendo allo stesso tempo i costi del 12%.

Si dovrebbe iniziare ad avere un approccio differente verso l’oggetto RIFIUTO. Dal punto di vista scientifico la questione è davvero banale. La natura non produce rifiuti e gli unici soggetti a produrli sono le industrie. L’approccio necessario a comprendere questo processo è l’analisi del ciclo di vita delle merci. Produrre una merce necessita di un elevato consumo di energia e di depauperamento delle risorse naturali, questo processo produce danni irreversibili e rilevanti per la natura umana e l’ambiente. Oggi l’uomo può produrre merci meno tossiche ed inquinanti, e bruciare tali merci è del tutto fuori da ogni logica del buon senso e del commercio. La Terra è un “sistema chiuso e finito” per cui processi industriali dotati di combustioni risultano dannosi ed inquinanti, gas e polveri prodotte dalle combustioni rimangono nel sistema Terra ed entrano a contatto con gli esseri viventi. Mentre la natura è capace di trovare un suo equilibrio purtroppo la natura umana non è compatibile con gli scarti – gas e polveri – di tutti i processi di combustione che le industrie realizzano, quindi è necessario cambiare tecnologia per produrre merci necessarie all’uso umano.

Mentre molti Paesi stanno affrontano il problema delle merci alla radice, solo l’Italia compie scelte figlie della corruzione politica. La soluzione è ampiamente conosciuta e dibattuta ed ora molte industrie stanno iniziando a progettare con regole di ecodesign e cioè merci riciclabili. Dal punto di vista sanitario è necessario non usare più sostanze chimiche tossiche che possono indurre l’insorgenza di neoplasie.

Oggi le merci non utilizzate possono essere riciclate, lo dimostrano gli impianti di riciclo presenti anche in Italia. La filiera del riciclo è virtuosa in tutti i sensi, gli impianti costano molto meno degli inceneritori, e quindi riduzione degli sprechi economici, il numero del personale addetto è maggiore, e con una buona raccolta differenziata “porta a porta” finalizzata al riciclo si riesce anche a ridurre la percentuale di materiale da conferire in discarica arrivando molto vicini a rifiuti zero. Una struttura di ricerca può studiare l’indifferenziato per rimetterlo nel mercato.

Le norme italiane prevedono la riduzione e la prevenzione del rifiuto e l’incenerimento è palesemente antitetico a tale obiettivo poiché necessità di merce da bruciare. L’Italia è già dotata di un numero eccessivo di impianti di incenerimento che stanno creando danni sanitari ed ambientali irreversibili e non ne ha bisogno di altri, anzi è necessario un piano strategico a breve e medio periodo per chiuderli tutti e sostituirli con impianti di riciclo.

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Salerno, De Luca e l’inquinamento

luglio 4, 2008

Dichiarazioni pubbliche a Lira TV del Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca:[…] partiamo da questo presupposto il termovalorizzatore è una fabbrica, anzi è la fabbrica più sicura e controllata d’Italia. Il nostro impianto sarà la fabbrica più sicura e controllata d’Italia; perché non c’è nessuna fabbrica in Italia che ha un monitoraggio sulle emissioni 24 ore su 24. Noi abbiamo a Salerno le fonderie, abbiamo le fabbriche chimiche nella zona industriale, abbiamo le industrie meccaniche. Ma c’è qualcuno che controlla le emissioni? Siccome ogni fabbrica ha delle emissioni, non c’è nessuno che controlli assolutamente niente. Cementificio, problema vero il cementificio non il termovalorizzatore, che è una stupidaggine. Ovviamente questo ci dice la ragione, cioè noi stiamo facendo una fabbrica, ed è una fabbrica assolutamente pulita, che non emette proprio niente![…]

Da più di un decennio il sig. De Luca manipola le menti degli ignari cittadini salernitani, poiché egli senza alcun contraddittorio racconta le sue verità. Egli dice: il termovalorizzatore è una fabbrica, questa ignorante affermazione non solo è falsa ma distorce volutamente il significato delle parole e manipola i fatti, la realtà delle cose. L’Unione Europea ha vietato l’uso del termine termovalorizzatore, esso non esiste nelle leggi. Inoltre l’inceneritore compie un’azione opposta alla fabbrica, mentre le fabbriche producono merci gli inceneritori le distruggono. In fine, ogni medico informato sa che gli inceneritori sono pericolosi per la salute umana, ma il sig. De Luca dice: che non emette proprio niente! Quindi o è disinformato o è in mala fede, senza scrupoli. Nella letteratura medica internazionale digitando le parole inceneritori e cancro risultano 54 documenti, mentre digitando incinerator waste ben 707.

Uno dei primi obiettivi a scala locale, nella microeconomia, è Rifiuti Zero (Zero Waste) come indica John Talberth – la nuova linea di base del progresso – nell’ultima pubblicazione del Worldwatch Institute in State of The World 2008.

digitate le parole incinerator cancer vi sono 54 documenti

se digitate incinerator waste vi sono ben 707 documenti

La “Storia” contro gli inceneritori

Il gruppo locale in Umbria

luglio 2, 2008

II raduno Liste Civiche in democrazia diretta

giugno 4, 2008

Video del raduno su ecodellarete di Fiorenzo Fraioli

A Salerno, il 7-8 giugno si svolgerà il secondo raduno nazionale del progetto politico Rete di Liste Civiche in democrazia diretta.

L’obiettivo che liberi cittadini si sono posti è stato deliberato al precedente raduno di Reggio Emilia, 19-20 aprile: introdurre strumenti di democrazia diretta negli Enti locali.

A Salerno sarà presentato il portale internet che farà da supporto al progetto Rete di Liste

Linee Guida per il raduno di Salerno:

Questo incontro nasce dalla volontà di alcuni gruppi e cittadini che intendono fare qualcosa di concreto per cambiare le regole delle politiche locali.
Il raduno nasce dall’esigenza di condividere conoscenza ed esperienze.

La rete di internet ha offerto notevoli possibilità di comunicare liberamente (forum e tecnologia Voip), confrontarsi e far crescere programmi comuni; infatti è da internet che si materializzano i gruppi ed i singoli cittadini con l’intento di elaborare un programma politico costruttivo.

I raduni precedenti sono serviti a condividere la conoscenza volta a far crescere una consapevolezza collettiva circa il sistema politico locale e circa i cambiamenti necessari da porre in essere per mettere freno alla corruzione nella pubblica amministrazione ed alla distruzione dello Stato di diritto.

Gli strumenti di democrazia diretta e partecipava ove applicati dimostrano un basso livello di corruzione, controllo completo da parte dei cittadini sui rappresentanti eletti, efficienza decisionale e risparmio economico. Da non dimenticare che gli strumenti democrazia diretta e partecipativa sono una banale applicazione del principio di sovranità popolare sancito dalla nostra Costituzione, infatti gli istituti di partecipazione popolare sono ben conosciuti e mai introdotti poiché tolgono potere ai partiti ed al potere invisibile poiché applicano la trasparenza amministrativa, ed in questo modo tutti i cittadini verrebbero a conoscenza di come sia corrotta la pubblica amministrazione e quindi come porre rimedio.
Quindi è necessario che un soggetto politico vinca le elezioni per cambiare lo Statuto del Comune ed introdurre gli strumenti di vera democrazia.

Il bilancio partecipativo deliberativo, modello Porto Alegre, è lo strumento che muta il rapporto fra cittadini e governo locale.
A Porto Alegre, in Brasile 1.300.000 abitanti, dal 1989 i cittadini decidono come spendere il 25% del bilancio comunale, essi attraverso una serie di assemblee popolari, calendarizzate in un anno solare, discutono e votano le priorità che vengono raccolte ed inserite dal Consiglio del Bilancio Partecipativo nel Piano degli Investimenti e successivamente il Consiglio Comunale approva le priorità pervenute “dal basso”.
A Grottammare (AP), 15mila abitanti circa, usando il bilancio partecipativo, in soli due anni hanno deliberato un nuovo Piano urbanistico cittadino, rivisitando quello esistente vecchio di 25 anni, senza aumentare le volumetrie.
Nel New England i cittadini si riuniscono nei Town Meeting (assemblee popolare deliberative) decidono sulle opere pubbliche e/o verificano il bilancio di mandato dei Sindaci, spesso revocano il mandato quando il Sindaco non ha attuato le priorità di programma.
Nel 2009 la Provincia autonoma di Bolzano deciderà se introdurre o meno i più avanzati strumenti di democrazia diretta (iniziativa popolare e referendum) perfezionando anche l’esperienza della Svizzera italiana, Canton Ticino.

Come andare avanti e quali azioni compiere per far crescere interesse e consenso?

A questa domanda tutti i gruppi e le persone che si impegnano nella società civile devono cercare
una risposta.

E’ chiaro che non esiste una “ricetta” precisa, ma crediamo che la crisi politica sia soprattutto nell’assenza di democrazia vera e praticata. Sostituire semplicemente un monarca con un altro non costituisce la soluzione del problema.

Praticare la democrazia attraverso le Assemblee di Zona (la parola al cittadino) ed i forum tematici (fare informazione) sono i primi passi che i gruppi possono attuare sul territorio.
Una comunicazione corretta, chiara, approfondita ed un confronto vero e sincero sono i primi passi da compiere.

Bisogna iniziare dall’a b c, dall’educazione civica, i cittadini non conoscono i propri diritti.

Come funziona la pubblica amministrazione? Cos’è un editore puro? Cos’è una società ad azionariato diffuso? Cos’è la sovranità monetaria? Cos’è la decrescita felice?

L’Assemblea di Zona è un incontro autogestito promosso da liberi cittadini interessati per informare circa un problema ed ascoltare l’opinione di tutti. Il gruppo proponente compie una ricerca approfondita sul tema in oggetto ed invita il quartiere a confrontarsi attraverso un volantinaggio capillare porta a porta. Ogni cittadino ha dei minuti a disposizione. Il gruppo introduce l’argomento anche con l’aiuto di esperti, invita qualche amministratore a dire la sua e poi i cittadini diventano protagonisti.

I forum tematici sono delle conferenze a tema dove un gruppo di liberi cittadini invita dei relatori ad informare la comunità, ogni relatore espone l’argomento per circa 20 / 30 minuti e poi vi sono le domande dal pubblico.

Prima di recarsi a Salerno è necessario che tutti conosco gli strumenti della democrazia diretta e che tutti siano consapevoli di cosa si occupano sostanzialmente i Comuni ed i relativi interessi economici che ruotano intorno ad essi.

Bilancio partecipativo: la ragion pratica

esempi, Grottammare (AP)

Attualmente governa una Lista Civica “mista”, liberi cittadini e persone di partito; in due anni, 15mila abitanti, hanno approvato il nuovo Piano Regolatore Generale, non accade da 25 anni.

Pierpaolo Fanesi racconta:

[…]La partecipazione è determinante per gli amministratori stessi[…]un primo ciclo assembleare, gli amministratori ascoltano i cittadini[…]come strumento di controllo[…]un ulteriore passeggio è il tavolo tecnico di quartiere[…]il secondo ciclo si chiama, decido anch’io[…]

[…]con un accordo di programma in pianificazione[…]grazie ad un percorso partecipativo fatto sul Piano Regolare abbiamo fatto un intervento di piano togliendo volumetrie[…]

Rifiuti: che fare? E carta geochimica ambientale

aprile 2, 2008

Documenti ed info circa la conferenza tenutasi a Salerno il 7 settembre 2007 presso il centro sociale cittadino.

Il Gruppo Locale di Salerno del Comitato Cittadinanza Attiva Ambiente Legalità, dato il particolare momento storico in cui sembra non esserci molta attenzione e sensibilità verso la salute e l’ambiente, ha promosso una conferenza per il giorno 7 settembre alle 18:30 presso il Centro Sociale di via Cantarella a Salerno. Il fine è quello di informare i propri concittadini sui mezzi disponibili per partecipare ai processi decisionali della politica e per tutelare i propri diritti costituzionali. I temi trattati saranno : 1) La democrazia diretta, con l’introduzione del referendum propositivo e dei bilanci partecipativi deliberativi, vincolanti negli Statuti degli Enti locali, attraverso una Lista Civica vera il cui obiettivo principale sia quello di concretizzare la sovranità popolare sancita dall’articolo 1 della nostra Costituzione. 2) Incitare i cittadini a controllare l’operato delle Istituzioni, attraverso la richiesta ad esempio di una VIA (Valutazione d’Impatto ambientale) e di una VIS (Valutazione d’Impatto sulla Salute); ed informare su come devono essere condotti gli Studi d’Impatto Ambientale (SIA). 3) Sostenere l’introduzione dell’azione legale collettiva (Class Action) anche in Italia.

presentazione del Comitato

Gli argomenti ambientali saranno affrontati da due relatori di caratura internazionale i quali ci parleranno di rifiuti e dell’inquinamento nel comparto suolo. Il Gruppo ha invitato da Alba (CN) il dott. Roberto Cavallo, esperto di piani di gestione dei rifiuti solidi urbani, già autore di piani di gestione per la Regione Piemonte e per molti altri comuni, ed è consulente per l’ACR+ (Association Cities and Region for Recycling and sustainable management of resources) di Bruxelles stakeholder (portatore di interessi) presso la Commissione europea con particolare riferimento alla “Thematic strategy on waste prevention” (strategia per la prevenzione dei rifiuti), che interverrà per informarci sulla corretta gestione dei rifiuti, sui rendimenti economici, sui costi e sul trattamento a freddo dei rifiuti. Sarà invece il prof. Benedetto De Vivo, docente di geochimica ambientale dell’Università Federico II di Napoli, a presentarci la Carta geochimica ambientale della Campania e delle aree urbane, e ad illustrarci alcuni dati sull’epidemiologia e sulla presenza di metalli inquinanti a livello regionale. L’obiettivo del Comitato è quello di farsi portavoce delle istanze di numerosi concittadini salernitani che si sentono traditi ed abbandonati dalle Istituzioni nonché quello della tutela dei diritti, ipotizzando anche azioni legali contro controllori e controllati, che hanno inquinato e causato danni irreversibili alla salute umana ed all’ambiente.

Presentazione di Roberto Cavallo

Benedetto De Vivo, presentazione per la città di Salerno

La produzione di una cartografia geochimica del territorio è di fondamentale importanza per il controllo geochimico-ambientale in rapporto alla salute dell’uomo. Essa rappresenta un passaggio fondamentale per una corretta definizione delle aree “a rischio” da sottoporre a bonifica.
Questo tipo di cartografia è già stata realizzata per tutto il territorio nazionale in alcuni Paesi europei (ad esempio Gran Bretagna e Finlandia), ma non è stata ancora approntata in molti altri Paesi (tra cui l’Italia). La Campania è l’unica Regione italiana ad essere dotata di un atlante geochimico-ambientale che costituirà una indispensabile base di riferimento per gli studi di dettaglio tesi al controllo dello “stato di salute dell’ambiente”. A livello nazionale e regionale non vi è infatti una conoscenza dettagliata dei tenori background degli elementi chimici nocivi sul territorio. In assenza di tali dati i pianificatori territoriali e le agenzie governative non possono monitorare gli eventuali cambiamenti indotti dalle attività antropiche che possono avere implicazioni sanitarie sia per l’uomo che per gli animali. La conoscenza della composizione chimica del territorio e la sua divulgazione attraverso la rappresentazione grafica sono elementi fondamentali di controllo ai fini di una sua razionale gestione e di un’appropriata valutazione degli effetti che l’inquinamento ambientale può avere sull’uomo, sugli animali e sulla vegetazione.

la relazione di Benedetto De Vivo

immagini della conferenza

Bioeconomia dei rifiuti e sicurezza alimentare

marzo 29, 2008

I video ed i lavori dei relatori, conferenza, 15 marzo 2008 Parma, presso la Facoltà di Economia.

Patrizia Gentilini, oncoematologa, ISDE Italia. Ci relaziona sui rischi sanitari derivanti dai processi d’incenerimento dei rifiuti.

presentazione

video prima parte

Stefano Montanari, dir. Nanodiagnostics srl Modena. Relaziona sulle polveri ultra fini ritrovate nel ciclo della natura: alimenti, atmosfera e nell’uomo.

presentazione

video prima parte

Rossano Ercolini, Rete Nazionale Rifiuti Zero. Gli impianti di trattamento meccanico biologico, costano meno di altri (incenerimento) e servono per raggiungere l’obiettivo rifiuti zero.

“estratto” dal video

Nella terza parte, Rossano Ercolini demolisce la bufala del dissociatore molecolare, forma di gassificazione e/o termolisi, visitato in Islanda e sponsorizzato dai Verdi. L’impianto non funzionava… …produce pochissima energia… …un impianto che tratta 5 mila tonnellate all’anno… …è un bluff e se questa è la mecca di Energo,… stiamo perdendo tempo a parlare di un’alternativa che non esiste (dissociazione molecolare). L’alternativa non è tecnologica ma di tipo organizzativo che ci consenta di proseguire nel nostro viaggio alla caccia delle buone pratiche. Capannori (46.000 abitanti) fa l’80% di raccolta differenziata porta a porta… …sta studiando il residuo a valle del porta a porta per cercare di ridurre ulteriormente quello che va a smaltire, ma anche per studiare le politiche di riduzione… …quali sono quegli oggetti che non si riesce a “digerire”? Sono i pannolini, scarpe vecchie, e materiali cartacei… …il Consorzio Priula come sistema eccellente… …la Provincia di Treviso (857.000 abitanti) ed hanno il 66,6% di raccolta differenziata, manda a smaltimento 103.000 tonnellate all’anno ed il Consorzio Priula ha una produzione pro-capite di 350Kg/anno e la Toscana ha 700Kg/anno; la metà dei rifiuti (Priula)… …e stiamo parlando di una Regione molto sviluppata (Veneto)

presentazione del Comitato sulla prevenzione e buone pratiche

immagini della conferenza

Class action, vera!

marzo 26, 2008

Abbiamo bisogno di una vera class action e non di un provvedimento di puro marketing politico come quello approvato nella finanziaria 2008 che introduce uno strumento inefficace.

legge finanziaria 2008 e class action

E’ stata introdotta la “class action” (azione collettiva) anche in Italia.

Non tutti sanno perché nessuno ha voluto spiegarvelo, se non noi del Coordinamento Reset Class Action National group, in realtà la legge che i parlamentari volevano introdurre era ben altra schifezza di quell’imbroglio che è stato comunque approvato.

Da soli e, ripeto da soli, facendo forti pressioni sui parlamentari siamo riusciti a far modificare il DDL filo governativo (Bersani, Mastella, Padoa Schioppa poi copiato pedissequamente da Manzione e Bordon, che lo hanno inserito nella legge finanziaria) e che dava potere esclusivo alle sole 16 CNCU (associazioni riconosciute dal Governo, con chiari conflitti di interesse) di usare la class action, creando cittadini di serie A e di serie B. Grazie al nostro intervento tutti potranno adire all’azione collettiva.

La “class action” introdotta è comunque inefficace poiché l’impresa ha il potere di non accettare la proposta e facendo trascorre 60 giorni vi sarà un rinvio ad una camera conciliatoria, trappola per i cittadini danneggiati e con buona pace dei potentati economici. Negli USA la class action è efficace poiché è possibile creare accordi stragiudiziali, e la corporation SpA o srl coinvolta rischia di pagare anche il doppio del risarcimento richiesto dalla classe se intende risolvere la controversia in Tribunale, in Italia non è stato fatto così. Si continua a tutelare l’interesse delle corporations le stesse che truffano ed uccidono.

I fatti sono che il Parlamento uscente aveva il potere di approvare un buona legge poiché vi erano DDL migliori di quello approvato e, che la DESTRA ha totalmente e volutamente ignorato, mentre la SINISTRA si è spaccata, facendo vincere i poteri forti e truffando nuovamente i cittadini.

Questa legge non è un vera class action!

Negli USA, dove esiste questo strumento giuridico vi sono sostanziali differenze:

1. la class action è gratis per i cittadini. Gli avvocati diventano imprenditori di se stessi e vengono ripagati solo a causa vinta.
2. Sono consentiti accordi stragiudiziali prima di iniziare la causa ed il dibattimento.
3. La classe vince spesso poiché la coroparation SpA ha interesse di chiudere in fretta, soprattutto se consapevole del torto, non intende rischiare di pagare il doppio del risarcimento chiesto se la controversia andasse in Tribunale, è una regola che la legge impone per evitare ingorghi nelle sedi giudiziarie ed è un meccanismo virtuoso che incentiva le corporations ad ammettere subito la colpa e tutelare i cittadini.
4. Una società SpA quotate in borsa tende a non violare le leggi di uno Stato poiché se rischia di subire una class action i titoli azionari scendono, quindi la class action è efficace anche quando annunciata dalla classe.
5. Le class action innescano due meccanismi virtuosi: gli avvocati tendono a tutelare i diritti degli assistiti (questo sarebbe un vero miracolo italiano) accorciando i tempi delle cause poiché da esse avranno benefit superiori agli standard attuali e, le aziende, sapendo dell’esistenza di tale arma in mano ai cittadini, tendono a violare molto meno le leggi ed i regolamenti.

Le proposte dei gruppi locali

marzo 11, 2008

Perugia, presenta le linee guida per un Piano Regionale dei rifiuti urbani in collaborazione con Rete Nazionale Rifiuti Zero

Parma, 15 marzo presso la Facoltà di Economia ore 10:00 conferenza: bioeconomia dei rifiuti e la sicurezza alimentare


La Corte dei Conti anche sui rifiuti…

febbraio 6, 2008

Corte dei Conti: Italia malata, ampia corruzione. Dal non agire dei politici danni enormi

Enti locali e consulenze esterne
L’emergenza rifiuti è “un caso esemplare di cattiva gestione delle risorse” non solo per i maggiori costi ma anche “per l’uso che si è fatto dello strumento del commissario straordinario con la conseguente deresponsabilizzazione degli enti locali”. Il presidente della Corte dei Conti elencando tra gli altri casi di cattiva gestione la mancata liquidazione degli enti inutili e la scarsa trasparenza delle operazioni di cartolarizzazione.

Critiche anche per la prassi, diffusa soprattutto negli enti locali, della creazione di società pubbliche costituite “non già per accrescere l’efficienza gestionale ma solo per eludere i vincoli del patto di stabilita’ interno o di fare assunzioni senza concorsi”.

Male anche il frequente ricorso alle consulenze esterne: il rischio è quello di non controllarne il contributo è “di perdere il controllo della gestione strategica delle operazioni”.

da ciò si evince una cosa molto banale: licenziare gli attuali dipendenti di tutti gli Enti locali e ripristinare la legalità e la corretta gestione della Pubblica Amministrazione partendo dalle gestione ORDINARIA:

ecco la gerarchia scritta nelle norme europee e nelle leggi dello Stato italiano

Compito dei Comuni
1. Sostituire l’impropria TARSU con l’onesta TARIFFA = raccolta differenziata porta a porta spinta. (l’UE lo dice da anni, molti comuni l’hanno fatto, in Campania molto meno)

poi…

1. Ridurre i rifiuti = Prevenzione
2. Riciclo = su questo fronte siamo a buon punto, si riciclano ben il 90% degli RSU
3. Riuso

solo in ultima istanza ove mai non sia possibile si può cominciare a ragionare su altre tecnologie, tenendo ben presente i principi: chi inquina paga, precauzione e prevenzione

riprendendo le giuste analisi della Corte dei Conti, uno noto docente di diritto pubblico dell’università di Napoli, sul Commissariato dei rifiuti si è espresso così:

Alberto Lucarelli: Il protrarsi dello stato di emergenza e dei poteri eccezionali attribuiti a rami della pubblica amministrazione estranei al circuito democratico del consenso (si pensi al ruolo ed ai poteri extra ordinem del Commissario delegato all’emergenza rifiuti) hanno determinato una sospensione dell’ordine costituzionale delle competenze […] sulla posizione della Corte costituzionale e di parte della dottrina, nella quale si ribadisce che i principi costituzionali, ed in senso più ampio, i principi generali dell’ordinamento giuridico, seppur in regime di emergenza, non si sospendono, né possono essere derogati da provvedimenti eccezionali adottati dal Commissario delegato di turno.

in semplici parole, 14 anni di Commissariato equivalgono ad una violazione della democrazia e del suo principio cardine, sancito dall’art. 1 della nostra Costituzione, la sovranità.

06/02/2008 L’INCHIESTA SU FIBE E BASSOLINO
Il pm accusa: crisi rifiuti stipendi da favola

La crisi dei rifiuti in Campania rendeva «stipendi inimmaginabili» a chi dirigeva il commissariato negli anni passati, e perciò «l’emergenza conveniva». Lo hanno detto i pm motivando la richiesta di rinvio a giudizio per i 28 imputati nell’inchiesta Fibe, tra i quali il governatore Bassolino. I pm hanno citato Raffaele Vanoli (oltre un milione di euro), i subcommissari Giulio Facchi (838mila euro) e Paolucci (518mila euro).

Ricordiamoci che la struttura del Commissariato è alle strette dipendenze del Presidente del Consiglio dei Ministri (di nomina del Presidente della Repubblica), quindi le responsabilità sono sia del centrodestra, Berlusconi, che del centrosinista, Prodi. E rendiamoci conto che nessuno di questi è stato eletto direttamente dal popolo.

Registro Nazionale delle Class Action

febbraio 3, 2008

E’ nato il sito promosso dal Coordinamento nazionale Reset Class Action di cui il Comitato fa parte. Pertanto il Gruppo Locale del Comitato di Salerno annuncia:

CLASS ACTION CONTRO LE FONDERIE PISANO

Il Comitato intende avviare la creazione del gruppo di cittadini danneggiati, classe, per adire ad un’azione collettiva – Class Action – col fine di risarcire le persone che abbiano subito un danno biologico causato dall’illecito comportamento delle Fonderie Pisano di Salerno, sancito da una sentenza penale passata in giudicato.

Inoltre il Comitato non esclude la possibilità di adire ad un’azione collettiva penale nei confronti di tutti quei dirigenti, amministratori pubblici, e rappresentanti eletti che abbiano commesso illeciti e reati provenienti dal mancato controllo del territorio sulla vicenda Fonderie Pisano.