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II raduno Liste Civiche in democrazia diretta

giugno 4, 2008

Video del raduno su ecodellarete di Fiorenzo Fraioli

A Salerno, il 7-8 giugno si svolgerà il secondo raduno nazionale del progetto politico Rete di Liste Civiche in democrazia diretta.

L’obiettivo che liberi cittadini si sono posti è stato deliberato al precedente raduno di Reggio Emilia, 19-20 aprile: introdurre strumenti di democrazia diretta negli Enti locali.

A Salerno sarà presentato il portale internet che farà da supporto al progetto Rete di Liste

Linee Guida per il raduno di Salerno:

Questo incontro nasce dalla volontà di alcuni gruppi e cittadini che intendono fare qualcosa di concreto per cambiare le regole delle politiche locali.
Il raduno nasce dall’esigenza di condividere conoscenza ed esperienze.

La rete di internet ha offerto notevoli possibilità di comunicare liberamente (forum e tecnologia Voip), confrontarsi e far crescere programmi comuni; infatti è da internet che si materializzano i gruppi ed i singoli cittadini con l’intento di elaborare un programma politico costruttivo.

I raduni precedenti sono serviti a condividere la conoscenza volta a far crescere una consapevolezza collettiva circa il sistema politico locale e circa i cambiamenti necessari da porre in essere per mettere freno alla corruzione nella pubblica amministrazione ed alla distruzione dello Stato di diritto.

Gli strumenti di democrazia diretta e partecipava ove applicati dimostrano un basso livello di corruzione, controllo completo da parte dei cittadini sui rappresentanti eletti, efficienza decisionale e risparmio economico. Da non dimenticare che gli strumenti democrazia diretta e partecipativa sono una banale applicazione del principio di sovranità popolare sancito dalla nostra Costituzione, infatti gli istituti di partecipazione popolare sono ben conosciuti e mai introdotti poiché tolgono potere ai partiti ed al potere invisibile poiché applicano la trasparenza amministrativa, ed in questo modo tutti i cittadini verrebbero a conoscenza di come sia corrotta la pubblica amministrazione e quindi come porre rimedio.
Quindi è necessario che un soggetto politico vinca le elezioni per cambiare lo Statuto del Comune ed introdurre gli strumenti di vera democrazia.

Il bilancio partecipativo deliberativo, modello Porto Alegre, è lo strumento che muta il rapporto fra cittadini e governo locale.
A Porto Alegre, in Brasile 1.300.000 abitanti, dal 1989 i cittadini decidono come spendere il 25% del bilancio comunale, essi attraverso una serie di assemblee popolari, calendarizzate in un anno solare, discutono e votano le priorità che vengono raccolte ed inserite dal Consiglio del Bilancio Partecipativo nel Piano degli Investimenti e successivamente il Consiglio Comunale approva le priorità pervenute “dal basso”.
A Grottammare (AP), 15mila abitanti circa, usando il bilancio partecipativo, in soli due anni hanno deliberato un nuovo Piano urbanistico cittadino, rivisitando quello esistente vecchio di 25 anni, senza aumentare le volumetrie.
Nel New England i cittadini si riuniscono nei Town Meeting (assemblee popolare deliberative) decidono sulle opere pubbliche e/o verificano il bilancio di mandato dei Sindaci, spesso revocano il mandato quando il Sindaco non ha attuato le priorità di programma.
Nel 2009 la Provincia autonoma di Bolzano deciderà se introdurre o meno i più avanzati strumenti di democrazia diretta (iniziativa popolare e referendum) perfezionando anche l’esperienza della Svizzera italiana, Canton Ticino.

Come andare avanti e quali azioni compiere per far crescere interesse e consenso?

A questa domanda tutti i gruppi e le persone che si impegnano nella società civile devono cercare
una risposta.

E’ chiaro che non esiste una “ricetta” precisa, ma crediamo che la crisi politica sia soprattutto nell’assenza di democrazia vera e praticata. Sostituire semplicemente un monarca con un altro non costituisce la soluzione del problema.

Praticare la democrazia attraverso le Assemblee di Zona (la parola al cittadino) ed i forum tematici (fare informazione) sono i primi passi che i gruppi possono attuare sul territorio.
Una comunicazione corretta, chiara, approfondita ed un confronto vero e sincero sono i primi passi da compiere.

Bisogna iniziare dall’a b c, dall’educazione civica, i cittadini non conoscono i propri diritti.

Come funziona la pubblica amministrazione? Cos’è un editore puro? Cos’è una società ad azionariato diffuso? Cos’è la sovranità monetaria? Cos’è la decrescita felice?

L’Assemblea di Zona è un incontro autogestito promosso da liberi cittadini interessati per informare circa un problema ed ascoltare l’opinione di tutti. Il gruppo proponente compie una ricerca approfondita sul tema in oggetto ed invita il quartiere a confrontarsi attraverso un volantinaggio capillare porta a porta. Ogni cittadino ha dei minuti a disposizione. Il gruppo introduce l’argomento anche con l’aiuto di esperti, invita qualche amministratore a dire la sua e poi i cittadini diventano protagonisti.

I forum tematici sono delle conferenze a tema dove un gruppo di liberi cittadini invita dei relatori ad informare la comunità, ogni relatore espone l’argomento per circa 20 / 30 minuti e poi vi sono le domande dal pubblico.

Prima di recarsi a Salerno è necessario che tutti conosco gli strumenti della democrazia diretta e che tutti siano consapevoli di cosa si occupano sostanzialmente i Comuni ed i relativi interessi economici che ruotano intorno ad essi.

Bilancio partecipativo: la ragion pratica

esempi, Grottammare (AP)

Attualmente governa una Lista Civica “mista”, liberi cittadini e persone di partito; in due anni, 15mila abitanti, hanno approvato il nuovo Piano Regolatore Generale, non accade da 25 anni.

Pierpaolo Fanesi racconta:

[…]La partecipazione è determinante per gli amministratori stessi[…]un primo ciclo assembleare, gli amministratori ascoltano i cittadini[…]come strumento di controllo[…]un ulteriore passeggio è il tavolo tecnico di quartiere[…]il secondo ciclo si chiama, decido anch’io[…]

[…]con un accordo di programma in pianificazione[…]grazie ad un percorso partecipativo fatto sul Piano Regolare abbiamo fatto un intervento di piano togliendo volumetrie[…]